Sanità Complementare e Long term Care:
Cosa dicono i fondi sanitari?
Nel numero 5: abbiamo condotto il primo sondaggio rivolto ai Fondi di sanità integrativa mai realizzato in Italia. Con le loro risposte, i Fondi che hanno partecipato, hanno disegnato una mappa rappresentativa del settore, a partire dal modello di gestione del rischio e della spesa fino allo sviluppo della Long Term Care.
INTRODUZIONE

Questo numero di Sanità Complementare rappresenta una novità assoluta: la nostra rivista ha condotto, infatti, il primo sondaggio sottoposto ai Fondi di sanità integrativa mai condotto in Italia.

In primo luogo, definiamo il campione. I Fondi che hanno partecipato sono: Fondo Est (commercio, turismo e settori affini), Emapi (professionisti), Sanedil (lavoratori delle imprese edili e affini), SanArti (lavoratori artigiani), Fasi (manager), MetaSalute (lavoratori metalmeccanici, dell’impiantistica e orafi e argentieri). Nel complesso, questi Fondi raccolgono una platea di sei milioni e mezzo di iscritti, un campione ben rappresentativo: più di un terzo dei lavoratori e delle lavoratrici iscritti a forme di sanità complementare. I fondi sanitari integrativi in Italia. 3° Rapporto 2021-2023 del Ministero della Salute, l’ultimo disponibile, certifica, infatti, che “nel 2023 (anno fiscale di riferimento 2022) i Fondi iscritti erano 324 a cui aderiscono 16,3 milioni di lavoratori”. I dati sui quali i Fondi hanno elaborato le proprie risposte sono relativi all’anno 2024.

Nel merito, abbiamo interrogato i Fondi che compongono il campione su numerosi e significativi aspetti della loro attività. In primo luogo, il modello di gestione del rischio e della spesa sanitaria da parte dei Fondi. Poi: come viene distribuita la spesa tra le varie prestazioni sanitarie e assistenziali; se ci siano stati cambiamenti significativi nelle richieste di servizi sanitari negli ultimi 12 mesi; se gli iscritti abbiano espresso difficoltà nell’accesso a determinati tipi di cure o servizi; quanto sia diffuso l’utilizzo di programmi di prevenzione ed educazione alla salute tra gli iscritti; quali programmi di prevenzione, a parere dei Fondi, sarebbero più proficui per gli iscritti in base alle loro esigenze attuali; quanto sia sentita tra gli iscritti la necessità di supporto psicologico e quale sia la capacità dei Fondi di rispondere a questa esigenza; in che direzione si muovano i Fondi per innovare i propri servizi e quanto investano, anche sul piano tecnologico, a questo fine e se siano orientati ad aggiornare le forme di copertura; quale sia il sentiment degli iscritti nei confronti di coperture e servizi;  infine, quale sia l’approccio dei Fondi alla Long Term Care, ossia, la gestione della non autosufficienza.

Ne risulta, perciò, un vasto e, per la sua forma inedito, “ritratto” del settore in un periodo nel quale la crisi demografica e le difficili prospettive della nostra economia rappresentano dei rischi evidenti per la tenuta dell’insieme del sistema di Welfare e che vanno, perciò, affrontati e gestiti nel modo più puntuale, sostenendo il valore del sistema mutualistico come fattore di giustizia sociale.

Questa “big Picture” del sistema della Sanità complementare e integrata dai contributi di Riccardo Cesari – dell’Università di Bologna – e di Giovanni Pollastrini – di EllegiConsulenza -, e dalle testimonianze sulle attività dei propri Fondi di Daniele Damele (FASI), Annamaria Trovò (SanArti), Oscar Enrico Gandola (Enpav). In apertura, l’analisi dettagliata dell’indagine curata per Sanità Complementare da Cesare Damiano, Paolo De Angelis e Vittoria Rogo, seguita dai risultati completi del sondaggio.

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