Questo studio, curato per il Centro Studi di Lavoro&Welfare e per lo Studio Labores da Piero Pessa, riguarda il tentativo operato dal Governo, nella legge di Bilancio 2025, di sostenere le retribuzioni nette dei lavoratori dipendenti. Questo impegno non è andato, come si vedrà nel testo che segue, a buon fine per tutti gli scaglioni di reddito.
Diciamo subito che il Governo ha ammesso la necessità di intervenire per sanare la situazione che si è venuta a creare e dichiara che sarebbe al lavoro sulle correzioni necessarie. Questo Paper fotografa, perciò, la situazione così come emerge dalla legge di Bilancio, in attesa degli interventi di correzione.
Come spiega il testo “la manovra di Bilancio 2025 non ha introdotto nuovi benefici per i lavoratori dipendenti, ma mette a regime le misure per il sostegno dei redditi medio-bassi dei lavoratori dipendenti adottate lo scorso anno per il solo 2024”, misure che diventano, quindi, strutturali.
Tuttavia, tra introduzione di bonus fiscali, riconferma delle detrazioni fiscali già previste e la messa a regime delle tre aliquote fiscali introdotte lo scorso anno, si è verificato un risultato paradossale: i redditi più bassi, compresi tra 8500 e 9mila euro perdono 1.200 euro di detrazioni all’anno. Per il resto si crea una bizzarra situazione a macchia di leopardo per la quale, ad esempio, lo scaglione con 37mila euro di reddito perde 217 euro mentre quello con 40mila potrà dedurre 460 euro in più rispetto al passato.
Il Governo, anziché alimentare la solita propaganda sulle sue buone azioni a favore dei lavoratori, farebbe bene a porre la massima attenzione al contenuto delle leggi che vara. Si parla di tutela dei più deboli mentre si approva una legge di bilancio che colpisce le retribuzioni medio-basse.
In attesa dell’elaborazione dei correttivi necessari, questo Paper illustra, in modo dettagliato, la situazione fissata nella legge di Bilancio.
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